Carcere della Dogaia, Monni: cure e sicurezza devono procedere insieme
La visita regionale evidenzia criticità negli spazi sanitari e l’ipotesi della telemedicina.
La sanità penitenziaria torna al centro dell’agenda regionale dopo il sopralluogo di Monia Monni alla Dogaia di Prato. La comunicazione istituzionale riporta oltre 630 detenuti e un peggioramento del sovraffollamento dopo la chiusura di sezioni a Sollicciano. L’assessora ha segnalato spazi che non assicurano pienamente la sicurezza degli operatori, distinguendo questa criticità dalla disponibilità di personale e apparecchiature. Regione, Asl e direzione carceraria lavorano su locali e percorsi assistenziali. Tra le possibilità discusse figura la telemedicina, che potrebbe ridurre gli spostamenti esterni per visite e controlli senza rinunciare al diritto alle cure.
Fonte: Toscana Notizie — Regione Toscana · pubblicazione del 1 set 2026. Verificata il 1 nov 2026.
Visita carcere Prato, Monni: “Garantire due diritti: salute detenuti e sicurezza operatori”
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